Formula Uno, guadagni marginali e l'arte di investire a lungo termine
Principali insegnamenti
- I benchmark standard sono costruiti utilizzando regole prestabilite, che possono portare a una forte esposizione verso un numero limitato di società.
- A determinare ciò che gli investitori possiedono è il modo in cui è costruito un indice.
- Modifiche anche piccole alla struttura di un indice possono influire sui risultati nel tempo.
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I guadagni marginali che si accumulano
Negli sport professionistici, come le corse automobilistiche o il ciclismo, il concetto di “guadagno marginale” determina la differenza tra vittoria e sconfitta. Prendiamo ad esempio il team di Formula Uno Red Bull. Negli ultimi dieci anni, non solo ha vinto quattro titoli mondiali piloti e due titoli costruttori, ma in sette di tali stagioni ha anche ottenuto il premio per i pit stop più veloci.
Tabella 1: La Formula Uno come esempio dei guadagni marginali composti
Fonte: formula1.com, 2025.
Il Fastest Pit Stop Award premia la scuderia che ha eseguito i pit stop (ovvero le soste che le auto da corsa compiono ai box per il cambio gomme e piccole riparazioni) più brevi durante l'intera stagione. Ciò che colpisce (cfr. Tabella 1) è che in nove degli ultimi dieci anni, la squadra con il pilota vincitore si è classificata anche tra le prime tre per il Pit Stop Award. Nel corso di una gara, le frazioni di secondo guadagnate a ogni sosta possono accumularsi, facendo la differenza tra il vincitore e chi viene subito dopo. Mentre fattori come i piloti e la tecnologia dipendono in parte dalle risorse finanziarie, la riduzione dei tempi di sosta ai box è in gran parte una questione di pratica ed eccellenza operativa.
Lo status quo degli investimenti
Nell'investimento azionario, l'approccio più comune è quello di utilizzare il benchmark, tipicamente un portafoglio ponderato per la capitalizzazione di mercato che rappresenta tutte le società quotate in borsa a livello mondiale. In altre parole, significa comportarsi esattamente come l'investitore comune del mercato azionario: se, in media, investe il 5% del proprio portafoglio in Apple Inc, voi farete lo stesso.
Nel reddito fisso, ovvero nell'investimento in titoli di debito, l'approccio più diffuso consiste nell'includere tutti i titoli di debito emessi pubblicamente da governi e società, subordinatamente a regole in termini di rating creditizio e liquidità. Questi titoli sono ponderati in base al valore del debito. Di conseguenza, una società che emette più debito riceve una ponderazione maggiore rispetto a una con un indebitamento inferiore.
Nel settore delle materie prime, il benchmark primario seleziona tutte quelle con contratti future liquidi e pondera i contratti selezionati in base alla liquidità dei future e al volume di produzione delle commodity secondo un rapporto 2:1. Il risultato è un'allocazione del 29% ai combustibili fossili, ma di appena il 16% a metalli industriali molto richiesti come il rame o l'alluminio1.
Sebbene si tratti degli approcci più comuni, quelli sopra descritti non sempre producono i risultati migliori. Come nello sport, anche per gli investitori i guadagni marginali possono sommarsi nel tempo e produrre risultati significativi.
Scovare i guadagni marginali
Utilizzando prove aneddotiche, mostreremo in che modo il nostro approccio aiuti gli investitori a scovare i guadagni marginali che possono fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta.
Un problema comune della ponderazione basata sulla capitalizzazione di mercato per i titoli azionari è il rischio di concentrazione. I benchmark, e gli ETF (exchange-traded fund) a basso costo che li replicano, attribuiscono una ponderazione elevata a una manciata di titoli tecnologici statunitensi, limitando la capacità di diversificazione degli investitori. Anche se i cosiddetti Magnifici 72 hanno contribuito in modo significativo alla crescita del mercato azionario nell'ultimo decennio, nel lungo periodo un'elevata concentrazione in pochi titoli non costituisce l'approccio più prudente.
Figura 1: Risolvere il rischio di concentrazione ottenendo al contempo accesso a una crescita a lungo termine più elevata

Fonte: WisdomTree, 28 novembre 2025. La crescita stimata a lungo termine (Est. Long-Term Growth Rate) rappresenta la previsione mediana del tasso di crescita annuale delle vendite da parte degli operatori di mercato nei prossimi 3-5 anni. Il benchmark mondiale (All-Country Benchmark) è l’MSCI ACWI Index. WisdomTree Megatrends è il WisdomTree Global Megatrends Equity Index. La performance storica non è indicativa di quella futura e qualsiasi investimento può diminuire di valore.
Sebbene la diversificazione comporti una riduzione dell'esposizione alle mega cap attuali, questo non deve necessariamente andare a discapito della crescita a lungo termine. Come illustrato nella Figura 1, l'indice WisdomTree Megatrends, che comprende società che traggono vantaggio da alcuni dei più importanti cambiamenti economici e sociali del momento, presenta sia una minore concentrazione nelle sue prime dieci partecipazioni, sia un tasso di crescita annuo stimato delle vendite a lungo termine più elevato, pari al 16% rispetto al 12% del benchmark azionario.
Un altro esempio è rappresentato dai titoli azionari dei mercati emergenti. Molti governi detengono partecipazioni in società quotate in borsa, in particolare in settori quali petrolio, gas, elettricità o banche. Nel suo libro “The 10 Rules Of Successful Nations”, Ruchir Sharma, ex Head of Emerging Markets and Chief Global Strategist di Morgan Stanley Investment Management, descrive come le società statali siano state spesso utilizzate in modo improprio come strumenti per creare posti di lavoro. Durante le recessioni economiche, le banche statali sono state sottoposte a pressioni affinché concedessero prestiti che in seguito si sono rivelati inesigibili.
Per limitare l'influenza di politici di parte, da un indice dei mercati emergenti è opportuno escludere le imprese statali. Sebbene si tratti di un adeguamento minimo, i guadagni marginali si sono accumulati nel tempo, come dimostrato dalla sovraperformance del WisdomTree Emerging Markets Ex States Owned Enterprise Index (cfr. Figura 2).
Figura 2: Le società statali hanno influito negativamente sulla performance delle azioni dei mercati emergenti

Fonte: WisdomTree, Bloomberg, dal 29 agosto 2014 al 28 novembre 2025. Il benchmark per i mercati emergenti (Emerging Markets Benchmark) è l’MSCI Emerging Markets Total Return Index. Ex-State-Owned Emerging Markets indica il WisdomTree Emerging Markets ex State Owned Enterprises Total Return Index. La performance storica non è indicativa di quella futura e qualsiasi investimento può diminuire di valore.
Un terzo esempio è la replica di un benchmark ampio sulle materie prime. Quella sintetica (utilizzando contratti future) è spesso l'unico approccio praticabile, dato che la maggior parte delle commodity sono ingombranti, come l'alluminio, o deperibili, come il grano. Di conseguenza, la replica tramite contratti finanziari è diventata la norma ed è in genere relativamente accurata (ma non perfetta) rispetto ai relativi prezzi spot. Tuttavia, questo approccio può presentare anche degli svantaggi, poiché i contratti future possono comportare costi di rollover nel tempo.
Laddove la replica fisica sia possibile, come nel caso di metalli preziosi quali l’oro e l’argento, una custodia fisica efficiente può offrire un vantaggio significativo (Figura 3). Nel mercato europeo degli ETF, il nostro Broad Commodities UCITS ETF è l’unico ETF UCITS su materie prime ampie a replicare l’esposizione ai metalli preziosi tramite prodotti negoziati in borsa con copertura fisica, riflettendo il modo in cui molti investitori cercano un’esposizione individuale all’oro o all’argento. Storicamente, questo ha portato a una significativa sovraperformance rispetto agli ETF beta concorrenti a basso costo.
Figura 3: Il WisdomTree Broad Commodity UCITS ETF sovraperforma i fondi simili completamente sintetici

Fonte: WisdomTree, Bloomberg, dal 31 dicembre 2021 al 28 novembre 2025. La serie temporale mostra la differenza, in termini di rendimento cumulato del net asset value, tra il WisdomTree Broad Commodities UCITS ETF e un ETF simile che replica lo stesso indice in dollari statunitensi. La linea tratteggiata illustra l'andamento storico sotto forma di funzione lineare. La performance storica non è indicativa di quella futura e qualsiasi investimento può diminuire di valore.
Conclusione
Gli approcci standard all'investimento possono essere un utile punto di partenza, ma seguirli ciecamente può creare esposizioni indesiderate, generando un’eccessiva dipendenza da un piccolo gruppo di titoli azionari, favorendo determinate società solo perché hanno emesso più debito o scegliendo il petrolio per motivi di liquidità piuttosto che di rilevanza.
La Formula Uno evidenzia il potere dei guadagni marginali. Noi di WisdomTree applichiamo questo principio alla progettazione degli indici, cercando di migliorare la composizione dei portafogli invece di accettare semplicemente lo status quo.
1 Fonte: Bloomberg, 2025. https://www.bloomberg.com/company/press/bloomberg-commodity-index-2026-target-weights-announced/.
2 I titoli dei "Magnifici 7" riguardano un gruppo di società influenti con performance elevate nel mercato azionario statunitense: Alphabet, Amazon, Apple, Tesla, Meta Platforms, Microsoft e Nvidia.
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