Frantumare l'equilibrio competitivo: il bitcoin è la nuova balestra?
Principali insegnamenti
- Le nuove tecnologie creano opportunità per i primi ad accoglierle e rischi per coloro che arrivano in ritardo. La balestra, la fotografia digitale o le criptovalute possono essere ignorate solo a rischio e pericolo degli operatori storici.
- Un'allocazione neutrale alle criptovalute avrebbe permesso alla maggior parte dei fondi multi-asset bilanciati di guadagnare in media 2 decili rispetto ai loro peer group. Tuttavia, la maggior parte dei gestori non investe in questa asset class.
- Sottoponderando le criptovalute, i gestori multi-asset si stanno lasciando sfuggire un'opportunità di guadagno. Nel 2023, ignorando il panorama in evoluzione degli investimenti, hanno generato un contributo negativo pari al -3% rispetto al portafoglio di mercato.
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Il progresso tecnologico non è una scelta, bensì una necessità. L'unica cosa che possiamo fare è decidere se comportarci da apripista o lasciarci trascinare.
Come ha fatto un'arma “non adatta ai cristiani” a finire per dominare il campo di battaglia europeo per più di tre secoli?
La balestra medievale apparve in Europa intorno al X secolo. Questa cambiò le carte in tavola, considerando che all'epoca la guerra si svolgeva attraverso scontri diretti tra pochi cavalieri con attrezzature costose, sostenuti da soldati arruolati sacrificabili, armati di lance e archi. Una tale arma poteva annullare i vantaggi, consentendo ai soldati arruolati di abbattere i cavalieri rimanendo a distanza di sicurezza, grazie alla capacità di perforare l'armatura. Non richiedeva praticamente alcun addestramento ed era relativamente economica, permettendo ai combattenti di schierare un gran numero di balestrieri senza l'incredibile spesa necessaria per addestrare e sostenere cavalieri e cavalli.
Nonostante questi vantaggi, l'adozione della balestra dovette affrontare molte sfide istituzionali. La più famosa fu un editto di Papa Urbano II che ne sottolineava la “brutalità in guerra”, nonché un successivo editto del Concilio Lateranense del 1139 che dichiarava l'arma “Avversa a Dio” e non adatta all'uso da parte dei cristiani, aggiungendo che coloro che avessero usato la balestra contro di essi sarebbero stati condannati all'anatema.
Tali editti riuscirono nel loro intento? Ovviamente no! Come si suol dire, “il progresso non può essere arrestato”. La balestra rappresentava una rivoluzione troppo grande. Finché tutti si attenevano alle regole, lo status quo poteva rimanere, ma non appena veniva impiegata su un campo di battaglia, l'avversario non aveva altra scelta che impiegarla a sua volta o affrontare una terribile e rapida sconfitta. In questo modo, l’arma divenne onnipresente fino al XIV secolo, quando fu sostituita dall'innovazione successiva: l'arco lungo e la sua maggiore gittata.
Perché ho parlato per cinque minuti di balestre? Perché questa storia ci insegna due cose sulle tecnologie che possono offrire un vantaggio nella competizione:
- nessuna barriera o pensiero ostinato ne fermerà l'adozione finale, e l'adozione generalizzata è solo questione di tempo.
- La tempistica dell'adozione dipende in larga misura da coloro che si muovono per primi. Non appena la tecnologia viene impiegata per la prima volta, tutti gli attori sono costretti ad adattarsi e ad adottarla istantaneamente, per non subire uno svantaggio insormontabile.
Che cosa hanno in comune le criptovalute e le balestre?
La tecnologia blockchain ha il potenziale per rivoluzionare molti settori e industrie nel breve e medio termine. Pensando a una delle sue applicazioni, le criptovalute, e a un settore, l'investimento multi-asset, la rivoluzione sta già avvenendo mentre ne parliamo.
I fondi e le strategie multi-asset tendono a rappresentare un'enorme fetta dell'attività di un gestore patrimoniale e la concorrenza per dominare le classifiche ogni anno è feroce. D'altronde, ottenere un buon risultato un anno contribuirà ai flussi di quello successivo. I gestori multi-asset utilizzano una serie di strumenti per cercare di distinguersi e superare la concorrenza. Tentano di sviluppare una migliore asset allocation strategica, utilizzando un maggior numero di asset class o elementi di diversificazione innovativi, di essere più precisi nelle loro scelte tattiche per i diversi asset, o di trovare gestori straordinari per esprimere le loro allocazioni.
Nel complesso, investire è complicato, la classifica finale rimane piuttosto serrata e ogni punto percentuale è importante. Osservando tutti i fondi multi-asset con un’“allocazione moderata” in Europa (che rappresentano più di 3000 strategie in totale), il 2% di performance in più in un anno è solitamente sufficiente per spostare un fondo dal 50° percentile al 25° o per portarlo dal 25° al 10°.
Figura 1: Differenziale di performance annuale tra i fondi con allocazione moderata con sede in Europa
| Performance aggiuntiva necessaria per passare dalla metà al quartile superiore della classifica | Performance aggiuntiva necessaria per passare dal quartile al decile superiore della classifica | |
| 2011 | 2,3% | 2,3% |
| 2012 | 2,5% | 2,3% |
| 2013 | 2,9% | 2,2% |
| 2014 | 2,3% | 2,2% |
| 2015 | 1,7% | 1,8% |
| 2016 | 1,8% | 1,9% |
| 2017 | 1,9% | 2,2% |
| 2018 | 1,7% | 1,2% |
| 2019 | 2,4% | 2,3% |
| 2020 | 2,7% | 2,5% |
| 2021 | 2,4% | 2,4% |
| 2022 | 2,3% | 2,5% |
| 2023 | 1,9% | 1,9% |
| Media | 2,2% | 2,1% |
Fonte: WisdomTree, Morningstar. 31 dicembre 2010 - 31 dicembre 2023. Performance in USD. Vengono prese in considerazione tutte le strategie con sede in Europa nei peer group EAA Fund EUR Moderate Allocation e EAA Fund EUR Moderate Allocation Global. La performance storica non è indicativa di quella futura e qualsiasi investimento può diminuire di valore.
Inseriamo una nuova asset class: le criptovalute. Come discusso in Bitcoin nei portafogli multi asset, negli ultimi 10 anni l'aggiunta del 2% di bitcoin a un portafoglio 60/40 avrebbe aumentato la performance annualizzata dell'1,3% 1, apportando solo lo 0,2% di volatilità e il -1,2% di drawdown. Questo si traduce in un Information ratio2 che è praticamente inaudito per una decisione di asset allocation. Se ci concentrassimo solo sul 2023, vedremmo che il bitcoin ha comunque ottenuto un rendimento del 157%. Un'allocazione del 2% al bitcoin avrebbe praticamente aggiunto il 3% alla performance di un portafoglio multi-asset, cambiando drasticamente la sua posizione nelle classifiche.
In altre parole, decidendo di allocare il 2% di un portafoglio al bitcoin, un gestore multi-asset potrebbe facilmente salire di 1 o 2 decili nella classifica. Osservando nello specifico il 2023, un fondo che si trovava al 40° percentile sarebbe balzato al 10°.
Non allocare alle criptovalute significa sottoponderarle
Il punto è che, contrariamente alle convinzioni di molti gestori multi-asset, un'allocazione del 2% alle criptovalute non è una scommessa aggressiva verso un asset nuovo e non collaudato. Le criptovalute hanno ormai quasi 15 anni e la loro capitalizzazione di mercato si aggira intorno ai 2.000 miliardi. In altre parole, rappresentano il 2% del portafoglio di mercato, quindi tale percentuale costituisce, di fatto, un'allocazione neutrale. Non investire nelle criptovalute significa sottoponderarle significativamente. Ciononostante, questa è la decisione di allocazione più incisiva che la maggior parte dei gestori multi-asset prende senza nemmeno pensarci. Si tratta di una scelta che, solo nel 2023, ha danneggiato i rendimenti del 3%. Non appena qualcuno inizierà ad allocare, il panorama cambierà radicalmente e si delineeranno vincitori e vinti. Per i gestori è giunto il momento di decidere se vogliono fare da apripista o essere trascinati a forza nel futuro.
1 Fonte: Bloomberg, WisdomTree. 31 dicembre 2013 - 28 giugno 2024. In USD. Sulla base dei rendimenti giornalieri. Il portafoglio globale 60/40 è composto per il 60% dall'MSCI AC World e per il 40% dal Bloomberg Multiverse. Non è possibile investire direttamente in un indice. La performance storica non è indicativa di quella futura e qualsiasi investimento può diminuire di valore.
2 Quantità di rendimento supplementare per unità di rischio aggiunto.
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