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Macro Alerts
Segnali di ripresa per la crescita del credito in Cina?
21 ott 2015
WisdomTree


Uno dei risvolti positivi più importanti scaturiti della decisione della Federal Reserve (Fed) di non rialzare i tassi d’interesse a settembre ha riguardato il rinnovato timore in merito agli “sviluppi finanziari ed economici globali”[1]. La Fed ha dichiarato che, oltre a seguire l’andamento dell’inflazione e del tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, avrebbe anche monitorato “il clima economico e finanziario d’oltreoceano”, frase che interpretiamo come: “problemi emersi in Cina che potrebbero propagarsi a tutti i mercati emergenti”. La conferenza stampa di settembre della Presidente Janet Yellen ha sollevato il quesito: “la Fed avrà una qualche visibilità in più su quanto sta accadendo in Cina da qui alle riunioni di ottobre o dicembre?”.  

La borsa cinese è abbastanza semplice da monitorare. A seguito delle operazioni di marginazione, nelle ultime settimane il listino di Shanghai si è stabilizzato, restando attorno alla soglia dei 3.000 punti dopo essere sceso del 40% rispetto ai picchi di giugno. E’ però ben più difficile avere un’esatta percezione di quanto sta accadendo all’interno dell’economia cinese. Il Governo riferisce che la crescita del prodotto interno lordo (PIL) è scesa al 7% dopo aver raggiunto una media del 10% l’anno negli ultimi vent’anni. Altri indicatori di mercato sono più preoccupanti.  

L’indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero (PMI) stilato da Caixin è rimasto al disotto di 50 per il settimo mese consecutivo a settembre, scendendo a 47,2 e ricordando così la contrazione in atto del gigantesco settore manifatturiero cinese. Sia le esportazioni che le importazioni verso la Cina sono in calo rispetto a un anno fa. La diminuzione di circa il 25% del prezzo del rame nell’ultimo anno indica a sua volta il declino della domanda nei settori edile e industriale cinesi, poiché il Dragone rappresenta circa il 40% della domanda di rame mondiale.  

La domanda cinese è in ribasso anche per alcune commodity agricole d’importazione. Ad esempio, la nazione più popolosa del mondo ad agosto ha importato il 25% di zucchero in meno rispetto a un anno fa, provocando un crollo del prezzo dello zucchero che non si verificava dalla crisi finanziaria del 2008. Tutte queste dinamiche incidono sui Paesi e le aziende che dipendono dalla Cina per le esportazioni, soprattutto nei mercati emergenti.  

Il costante deprezzamento delle valute di molte nazioni esportatrici di commodity contribuisce alla potenziale instabilità del sistema finanziario globale. Nel suo ultimo rapporto, il Fondo monetario internazionale (FMI) ha sottolineato che i prestiti accumulati dalle imprese nei mercati emergenti, denominati in dollari, sono saliti dai 4mila miliardi del 2004 agli oltre 18mila miliardi di oggi[2]. A nostro avviso questa è una delle ragioni per cui l’FMI – il prestatore di ultima istanza del mondo – ha invitato la Fed a non rialzare i tassi d’interesse negli ultimi mesi. Il debito in dollari dei mercati emergenti – e con esso il possibile apprezzamento del biglietto verde contro le divise estere – è ancora un altro rischio che l’istituto centrale americano dovrebbe vagliare nell’ipotesi di rialzo dei tassi.  

Dunque, per gli investitori USA diventa essenziale capire come la Cina riuscirà a superare l’attuale periodo di transizione da un’economia trainata dagli investimenti ad una in cui le spese per i consumi giocano un ruolo di maggiore rilievo nella crescita futura. Uno dei tasselli di questa fase è rappresentato dalla crescita del credito, nello specifico dall’attività di prestito che alimenta i consumi delle famiglie. Uno sguardo agli ultimi dati del finanziamento sociale totale (TSF) in Cina costituisce un’utile sintesi della formazione del credito nella seconda economia mondiale. Dalla dettagliata scomposizione illustrata nel grafico seguente derivano le osservazioni di cui sotto.

La formazione complessiva del credito ad agosto 2015 ammontava a 1,08mila miliardi di RMB, con un rialzo del 13% anno su anno (YoY) e del 50% rispetto al mese precedente. Per quanto ancora inferiore alla media degli ultimi dodici mesi (LTM), il trend di crescita è apparso complessivamente in ascesa. Sono stati soprattutto i prestiti bancari all’economia reale a contribuire allo sviluppo del credito, raggiungendo i 776 miliardi di RMB. Una crescita annua del 10% di questi “prestiti in valuta locale” (inclusi i finanziamenti alle istituzioni non finanziarie) indica che le nuove concessioni di credito bancario all’interno del Paese hanno resistito piuttosto bene, nonostante il generale rallentamento in altri segmenti dell’economia cinese.  

La crescita del credito ha subito una contrazione nel canale bancario cosiddetto “ombra”, che include entrusted loan, prestiti erogati su base fiduciaria e cambiali bancarie. Nel complesso, l’erogazione di finanziamenti in questo segmento è scesa di 6 miliardi di RMB ad agosto, dopo una diminuzione più pronunciata, pari a 208 miliardi di RMB, a luglio. In altre parole, mentre la crescita della formazione complessiva del credito ha subito un rallentamento negli ultimi dodici mesi, il credito bancario tradizionale si mantiene solido a fronte di una contrazione dei nuovi prestiti concessi nell’ambito del sistema bancario ombra.  

A conti fatti, si tratta probabilmente di un risvolto positivo per la trasparenza e la regolamentazione del sistema bancario cinese. L’emissione di obbligazioni corporate ha toccato quota 288 miliardi di RMB ad agosto: una spettacolare crescita del 49% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Anche l’emissione di bond societari da parte delle aziende cinesi invia un segnale incoraggiante. Il dato indica, infatti, che in Cina si sta probabilmente sviluppando una combinazione migliore per la formazione del credito, fenomeno che potrebbe aiutare a ridurre il rischio di concentrazione del sistema bancario in generale.

Conclusione

In un’epoca in cui i capitali tendono ad abbandonare la Cina alla ricerca di porti sicuri, è importante che la crescita del credito del settore privato continui a espandersi all’interno del Paese e a fluire verso i consumatori e le imprese. I dati più recenti segnalano un aumento della concessione di nuovi prestiti bancari negli ultimi mesi. La costante espansione del credito alle famiglie sarà un parametro importante da seguire, insieme alle spese totali per i consumi quale percentuale del PIL cinese. Questa transizione probabilmente richiederà diversi anni. Nel breve periodo, tuttavia, la rinnovata crescita del credito e l’andamento delle borse rappresentano due valori di riferimento importanti per monitorare in maniera adeguata il processo di stabilizzazione delle “condizioni finanziarie globali”.  

Gli investitori che condividono questa opinione potrebbero essere interessati ai seguenti prodotti UCITS ETF:

Tutti i dati sono stati forniti da WisdomTree Europe e da Bloomberg, salvo laddove diversamente specificato. Dati al 05/10/2015.       

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