Oro e bitcoin: l’unione fa la forza
Principali insegnamenti
- Dalla fine del 2013, il bitcoin ha generato rendimenti corretti per il rischio superiori a quelli dell'oro, con uno Sharpe ratio pari a 0,7 rispetto allo 0,6 del metallo giallo e un Sortino ratio di 1,0 rispetto allo 0,3, nonostante la sua maggiore volatilità.
- Il bitcoin e l'oro presentano una bassa correlazione a lungo termine, che si attesta al 6%, offrendo una forte diversificazione quando combinati nell’ambito di un approccio equilibrato volto a mitigare il rischio macroeconomico legato a inflazione, deprezzamento delle valute fiat e shock geopolitici.
- Anziché sostituire l'oro, il bitcoin amplia la gamma di strumenti rifugio, coniugando la resilienza del primo con il potenziale di rialzo asimmetrico del secondo in un mondo caratterizzato da perturbazioni digitali.
Per secoli, l'oro è stato considerato l'asset rifugio per eccellenza. Oggi il bitcoin sta emergendo come suo concorrente digitale. Negli ultimi dieci anni, il bitcoin non solo ha registrato performance assolute più solide, ma ha anche superato l'oro in termini corretti per il rischio, pur tenendo conto della sua volatilità. Gli investitori stanno riconsiderando la gerarchia degli asset riserva di valore e vedono sempre più il bitcoin e l'oro come complementari, piuttosto che alternativi.
Oro e bitcoin: stabilità e rivoluzione
I tradizionali punti di forza dell'oro rimangono intatti:
- offerta limitata e scarsità - difficile da estrarre, la fiducia riposta nello stesso ha radici millenarie;
- accettazione universale - riconosciuto a livello globale come moneta e garanzia;
- copertura contro le crisi - mostra una correlazione storicamente negativa con gli asset di rischio durante gli eventi di stress.
Dal 2013, l'oro ha offerto rendimenti annualizzati del 10,4% con una volatilità del 14,5%, producendo uno Sharpe ratio pari a 0,61. Rimane stabile e difensivo, ma il suo potenziale di rialzo è limitato.
Il bitcoin, al contrario, racconta una storia diversa. Dal 2013 ha prodotto rendimenti annualizzati del 50,5% con una volatilità del 67,0%, ottenendo uno Sharpe ratio di 0,7, leggermente migliore di quello dell'oro nonostante le sue oscillazioni estreme2. Per quanto riguarda il Sortino ratio, che misura il rischio di ribasso, il divario si amplia ulteriormente: 1,0 rispetto a 0,33.
In parole povere: storicamente il bitcoin ha ricompensato gli investitori per il rischio che hanno assunto, mentre l'oro sembra difensivo, ma meno efficiente in termini di metriche corrette per il rischio.
Figura 1: Sharpe e Sortino ratio di bitcoin e oro dalla fine del 2013

Fonte: Optuma, WisdomTree, 31 dicembre 2013 – 5 novembre 2025. In USD. Sulla base dei rendimenti giornalieri. Non è possibile investire direttamente in un indice. La performance storica non è indicativa di quella futura e qualsiasi investimento può diminuire di valore.
Volatilità del bitcoin: rischio o opportunità?
I critici sostengono che, per via della sua volatilità, il bitcoin non sia adatto a ricoprire il ruolo di asset rifugio; tuttavia, volatilità non è sinonimo di rischio. Dalla fine del 2013, la volatilità annualizzata del bitcoin su 90 giorni è scesa da oltre il 150% a poco meno del 40%4, avvicinandosi ora a quella delle materie prime. Nel frattempo, i volumi spot giornalieri competono con quelli dei principali titoli dell'S&P 500, mentre i mercati dei future e delle opzioni forniscono strumenti di copertura di livello istituzionale.
Figura 2: Volatilità annualizzata del bitcoin su 90 giorni

Fonte: Artemis Terminal, WisdomTree, 3 novembre 2025. La performance storica non è indicativa di quella futura e qualsiasi investimento può diminuire di valore.
La volatilità rimane un fardello, ma in diminuzione. Per gli investitori professionali, la profondità della liquidità e la disponibilità di derivati significano che la volatilità può essere sempre più reinterpretata come un rischio gestibile piuttosto che come un fattore che impedisce l'inclusione.
Contesto macroeconomico: oro e bitcoin come asset complementari
Il contesto macroeconomico sostiene un approccio “bitcoin e oro” piuttosto che “bitcoin o oro”:
- l'oro prospera grazie a inflazione, tensioni geopolitiche e rendimenti reali negativi;
- il bitcoin offre decentralizzazione, un'offerta limitata a 21 milioni di unità e portabilità digitale. In pratica, è “oro con le ali”.
La correlazione tra oro e bitcoin rimane strutturalmente bassa, pari al 6%5. Questo crea vantaggi in termini di diversificazione: l'oro offre copertura contro l'inflazione e le crisi sistemiche, mentre il bitcoin protegge dal deprezzamento delle valute fiat e dalle perturbazioni tecnologiche. Insieme, danno vita a un approccio bilanciato contro i rischi macroeconomici.
Implicazioni per il portafoglio: trasformare le prove in allocazioni
Lo Sharpe e il Sortino ratio del bitcoin suggeriscono che allocazioni anche modeste possono migliorare l'efficienza. In un portafoglio globale 60/40, un'allocazione dell'1% in bitcoin aumenta lo Sharpe ratio di 0,06, incrementando i drawdown in misura appena marginale, da -24% a -25%6.
Ruolo strategico nei portafogli:
- ruoli complementari - l'oro garantisce stabilità e il bitcoin amplifica il potenziale di rialzo;
- diversificazione - combinati, offrono opportunità difensive e asimmetriche;
- coperture macro - l'oro protegge dall'inflazione e dai tassi, mentre il bitcoin aggiunge un'esposizione convessa contro l'erosione della moneta fiat e le perturbazioni digitali.
Conclusione: evoluzione, non sostituzione
In termini di rendimenti corretti per il rischio, il bitcoin supera l'oro. Tuttavia, non lo sostituisce. L'oro non è obsoleto. Ha semplicemente acquisito una controparte digitale. Insieme, ampliano lo spettro degli asset rifugio:
- oro = resilienza;
- bitcoin = rialzo convesso.
Gli investitori devono valutare questi vantaggi rispetto ai rischi normativi e di mercato che continuano a caratterizzare il bitcoin. Tuttavia, i dati suggeriscono che una copertura modernizzata che combini oro e bitcoin merita di essere presa seriamente in considerazione per portafogli lungimiranti.
1Fonte: Optuma, WisdomTree, 5 novembre 2025.
2Fonte: Optuma, WisdomTree, 5 novembre 2025.
3Fonte: Optuma, WisdomTree, 5 novembre 2025.
4Fonte: Artemis Terminal, WisdomTree, 3 novembre 2025.
5Fonte: Bloomberg, WisdomTree, 31 dicembre 2013 – 31 ottobre 2025. In USD. Sulla base dei rendimenti settimanali. Non è possibile investire direttamente in un indice. La performance storica non è indicativa di quella futura e qualsiasi investimento può diminuire di valore.
6Fonte: Bloomberg, WisdomTree, 31 dicembre 2013 – 31 ottobre 2025. In USD. Sulla base dei rendimenti giornalieri. Il portafoglio globale 60/40 è composto per il 60% dall'MSCI AC World e per il 40% dal Bloomberg Multiverse. Non è possibile investire direttamente in un indice. La performance storica non è indicativa di quella futura e qualsiasi investimento può diminuire di valore.
