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Macro Alerts
Perché la caccia al nuovo slancio dei Mercati emergenti potrebbe essere un fenomeno di breve durata: Ribilanciare per ottenere risultati migliori
01 nov 2016
Viktor Nossek , Director of Research


Spesso si pensa che i “mercati inefficienti” – come gli Emergenti - offrano ai gestori attivi grandi opportunità per ottenere un maggior valore aggiunto. Sarebbe sensato dedurre, quindi, che laddove esistono buone possibilità di sovraperformance, esistono altrettante possibilità di sottoperformance. In altri termini, qualcuno dovrà pur trovarsi dall’altra parte, pagando il prezzo delle “inefficienze”.

Gli Strategist di Goldman Sachs, Caesar Maasry e Jane Wei, hanno di recente scritto una nota a proposito del modo in cui i trend che interessano i prodotti ETF e le strategie passive stanno influenzando i prezzi degli asset nei Mercati emergenti. Goldman sottolinea come gli ingenti flussi di ETF siano stati accompagnati dal “netto rialzo dei prezzi degli attivi sui Mercati emergenti, dalla sottoperformance dei fondi EM a gestione attiva e dalla rotazione dalle small cap verso le large cap'[1].

Le strategie azionarie attive degli EM hanno beneficiato di meno di 20 mld di USD di flussi cumulati negli ultimi 13 anni, mentre i flussi passivi hanno registrato oltre 110 mld di USD di afflussi su base cumulativa. In Europa, le strategie passive per il segmento azionario EM quest’anno hanno dato prova di eccezionale resistenza, segnando flussi in entrata per un valore di 7,5 mld di EURO - cifra superiore ai 6,4 mld di EURO di flussi in ingresso del 2013, 2014 e 2015 messi assieme (si veda il Grafico 1), superando anche i flussi delle strategie attive per ogni anno solare.

 

 

Le strategie d’investimento passive dei Mercati emergenti hanno dimostrato la loro efficacia. Tuttavia, il vero quesito è questo: un investitore come alloca nei Paesi e nei settori che costituiscono i Mercati emergenti?

Ciò che è cambiato quest’anno sui Mercati emergenti sono state le esposizioni value (che erano state precedentemente abbandonate) in Paesi come il Brasile e la Russia, che hanno un forte orientamento sull’azionario dei settori Energia e Materiali. Indubbiamente quest’anno i Mercati emergenti hanno riportato performance notevoli. Ad esempio, tra i dieci maggiori Paesi che costituiscono l’Indice WisdomTree Emerging Markets Dividend Index, abbiamo osservato la seguente classificazione della performance dall’inizio dell’anno ad oggi in USD [2]:

In cima alla lista si colloca il Brasile, in rialzo del 59%, che ha assistito a notevoli guadagni sia sul fronte del mercato azionario che riguardo alla propria moneta. Al secondo posto la Russia, con il 36%, seguita da Indonesia (30%), Tailandia (26%) e Sudafrica (23%). Un elemento che questi Paesi hanno in comune è la correlazione con le esportazioni e i prezzi delle commodity. Dopo anni di previsioni negative o molto contenute, la stabilità nel settore delle commodity ha causato un forte rimbalzo di tutti questi mercati e delle loro valute.[3]

Chi ha investito in una strategia basata sulla capitalizzazione di mercato in cui l’esposizione si fonda sul prezzo ha in questo modo dato la caccia allo slancio dell’attività ignorando le (elevate) valorizzazioni. E’ possibile che questo approccio passivo continui a proporre buone performance quando, sullo sfondo di un aumento dei prezzi, le valorizzazioni saranno aumentate?

 

Ribilanciare allontanandosi dai settori basati sulle commodity per limitare il rischio di valorizzazione

I settori e i Paesi orientati verso le commodity hanno riportato un ottimo andamento nel 2016 e i guadagni stanno superando i cambiamenti dei fondamentali sottostanti alle aziende, secondo i rispettivi Dividend Stream® in USD.

Il 20 ottobre, a fine seduta, gli Indici Emerging Market di WisdomTree hanno eseguito un processo di ribilanciamento, orientandosi verso nuovi titoli e pesi. Di conseguenza, WisdomTree ha annunciato le ultime componenti dell’Indice.

Rispetto alla data di screening annuale:

  1. Il WisdomTree Emerging Markets Equity Income Index (ETF: DEM) ha ridotto il peso nei settori delle commodity di oltre il 6%, incrementando invece l’esposizione nei titoli delle Telecomunicazioni e delle Utility per un totale complessivamente analogo.
  2. Il WisdomTree Emerging Markets Small-Cap Dividend Index (ETF: DGSE) ha ridotto il peso nei settori delle commodity del 3%, incrementando invece del 2,5% l’esposizione nei titoli delle Telecomunicazioni e delle Utility.

Il Brasile riflette questo aspetto, in quanto il Paese ha superato nettamente tutti gli altri. Di conseguenza, l’esposizione sul Brasile è stata ridotta al disotto del 5% in entrambe le strategie. Abbiamo invece aumentato i pesi soprattutto su Taiwan nel DEM e sulla Tailandia nel DGSE (del 3% circa).

Si tratta di una differenza sostanziale tra un indice ponderato sulla capitalizzazione – che cavalca il momentum dei titoli optando per un aumento o una diminuzione dei pesi– e un indice ponderato sui dividendi e sottoposto a screening dei dividendi, elaborato per individuare le opportunità offerte dai cambiamenti delle valorizzazioni relative.

Indici market-cap: seguire il momentum equivale ad ignorare le valorizzazioni

Per ribadire il concetto: gli indici tradizionali ponderati sulla capitalizzazione di mercato non si soffermano sulle valorizzazioni e i fondamentali nel definire l’esposizione. Sono interessati esclusivamente alle quotazioni dei titoli (moltiplicate per le quote in circolazione). 

Anche se i guadagni dei titoli basati sulle commodity nel 2016 non sono dipesi certo solo dai cambiamenti sottostanti dei dividendi – e dunque il processo che caratterizza i nostri indici riduce l’esposizione su queste società- le valorizzazioni complessive risultano ancora in una posizione di sovra-peso. 

Di tutti gli indici che calcoliamo, il WisdomTree Emerging Markets Equity Income Index in genere contiene le valorizzazioni più basse e i rendimenti da dividendi più alti. A seguito del ribilanciamento ci aspettiamo che le valorizzazioni del portafoglio superino il confronto con le strategie passive di tipo market-cap, con conseguente ribasso dei parametri di valorizzazione come i rapporti prezzo/utili (P/E) e i dividend yield.

Nel caso in cui stiate rivedendo la strategia d’investimento sui mercati emergenti, sarebbe più opportuno considerare la value proposition delle società ad alto rendimento da dividendi anziché inseguire il nuovo momentum.

Fonte

(1) articolo tratto dal Blog di Goldman Sachs: “Global Markets Daily : Active vs Passive and the EM alpha challenge” di Maasry e Wei, al 13 ottobre 2016.

(2) WisdomTree. Performance dal 31 dicembre 2015 al 30 settembre 2016

(3) WisdomTree, Bloomberg, 31/12/2015–30/09/2016. Rendimento monetario misurato rispetto al dollaro USA.

(4) I settori delle commodity sono: Materiali ed Energia


Macro Alerts, Emerging Markets


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