I robot umanoidi potrebbero generare nuova domanda per i minerali critici
Principali insegnamenti
- Gli umanoidi sono basati su due sistemi ad alto contenuto di minerali: gli attuatori determinano la domanda di magneti di terre rare e rame, mentre le batterie dettano quella di litio.
- I recenti progressi nell'IA rendono più plausibile un impiego su larga scala. Se gli umanoidi passassero dai progetti pilota alle flotte, la domanda di minerali potrebbe aumentare rapidamente.
- L'offerta potrebbe avere difficoltà a rispondere. I nuovi progetti relativi a estrazione e lavorazione impiegano molti anni per diventare operativi, quindi un aumento anche moderato della domanda potrebbe causare una contrazione dei mercati.
- Un altro rischio riguarda la concentrazione della catena di approvvigionamento. La lavorazione e la produzione di magneti sono spesso più concentrate rispetto all'estrazione, il che aumenta il rischio geopolitico e legato ai prezzi se l'impiego dovesse aumentare.
I minerali critici stanno acquisendo sempre maggiore importanza. La domanda è sostenuta dai miglioramenti della rete, dalla rapida diffusione dei veicoli elettrici e dalle crescenti tensioni geopolitiche relative alle catene di approvvigionamento. Tuttavia, un potenziale fattore trainante rimane ancora sottovalutato. L'ascesa dei robot umanoidi potrebbe aggiungere un nuovo livello di domanda e aumentare il rischio di deficit di alcuni minerali.
Quando Jensen Huang ha presentato i nuovi modelli di IA1 fisica per robot, ha dichiarato “è arrivato il momento ChatGPT per l'IA fisica”. Tale affermazione non solo è rilevante per l'IA, ma solleva anche una questione pratica per gli investitori: quali sono le implicazioni dell'impiego di umanoidi su larga scala per i minerali critici?
Costruire un umanoide: i minerali essenziali necessari
Attuatori: NdPr e rame
Un umanoide ha bisogno di molti motori per muovere le articolazioni. Ad esempio, Optimus Gen 22 di Tesla utilizza 28 motori per le articolazioni principali come spalle, gomiti, vita e gambe. Impiega inoltre motori estremamente piccoli nelle mani per muovere le dita e migliorare il controllo.
Per mantenere dimensioni ridotte e garantire potenza, molti di questi utilizzano potenti magneti permanenti, solitamente realizzati con un materiale chiamato NdFeB3 e con terre rare, principalmente neodimio e praseodimio (NdPr). Un altro elemento fondamentale è il rame, ampiamente utilizzato negli avvolgimenti dei motori.
Con l'evoluzione degli umanoidi, saranno necessari maggiori gradi di libertà per migliorare la destrezza, in particolare delle mani. A sua volta, questo significa che occorreranno più attuatori e motori e, di conseguenza, più minerali (sempre che i motori a magneti permanenti rimangano la norma).
Batterie: litio, nichel, cobalto, rame
A differenza dei veicoli elettrici, gli umanoidi necessitano di pacchi batterie più piccoli per alimentare il corpo. Pertanto, quelle con una maggiore densità energetica, come i modelli al litio-nichel-cobalto-ossido di alluminio (NCA) e al nichel-manganese-cobalto (NMC), sono più adatte alle applicazioni umanoidi. Il rame è fondamentale anche per le batterie e viene utilizzato per gli strati metallici interni e i collegamenti.
Cablaggio, chip e ricarica
Il rame è inoltre presente nel cablaggio dei robot, e serve a trasportare energia e dati attraverso il corpo e le articolazioni. Con l'aumentare delle flotte, le infrastrutture di ricarica possono richiederne una maggiore quantità. I chip possono utilizzare alcuni materiali come il gallio, ma in misura generalmente minima rispetto al rame.
Figura 1: Pesi stimati dei minerali essenziali necessari per un umanoide

Fonte: Morgan Stanley - “The robots are coming…for critical minerals”, 21 maggio 2025. Le stime riguardano lo scenario di base. Le previsioni non sono indicative della performance futura e qualsiasi investimento è soggetto a rischi e incertezze.
Perché i recenti progressi tecnologici sono importanti per la domanda di minerali
La domanda di minerali critici da parte degli umanoidi dipende dalla portata della loro diffusione. I recenti sviluppi rendono questa ipotesi ancora più plausibile e, se gli umanoidi passeranno dai progetti pilota alle flotte, la domanda di minerali aumenterà in proporzione al numero di unità.
Dal punto di vista del software, la formazione dei robot affinché possano operare nel mondo fisico è storicamente costosa e richiede molto tempo rispetto alla formazione di un modello nel mondo digitale, poiché i dati devono essere raccolti da esperimenti fisici. Tuttavia, con lo sviluppo dei modelli linguistici visivi e l'applicazione di una maggiore quantità di dati sintetici e derivati da simulazioni nell'addestramento, gli sviluppatori possono generare situazioni più diversificate e iterare più rapidamente rispetto ai soli test fisici. Insieme, potrebbero accorciare i cicli di sviluppo e abbassare i costi di integrazione per i produttori.
Per quanto riguarda l'hardware, con la standardizzazione dei progetti e l'aumento della produzione, i costi dei componenti chiave, come gli attuatori, dovrebbero diminuire. Uniti agli sviluppi nel campo del software, gli umanoidi diventeranno probabilmente più intelligenti e più accessibili in futuro.
Wall Street fornisce previsioni relativamente positive sul loro impiego. Secondo le proiezioni di Morgan Stanley, entro il 2050 lo stock complessivo di umanoidi potrebbe raggiungere un miliardo di unità e le vendite annuali potrebbero arrivare a 200 milioni di unità4. La Bank of America stima che entro il 2035 saranno distribuiti 10 milioni di umanoidi5. Tali cifre riflettono anche il sentiment dei mercati.
Figura 2: Previsione sulle spedizioni annuali di robot umanoidi

Fonte: Bank of America - “AI left the chat! Physical AI Primer”, 5 febbraio 2026. Le previsioni non sono indicative della performance futura e qualsiasi investimento è soggetto a rischi e incertezze.
Sfida per le catene di approvvigionamento
Il potenziale impiego su larga scala degli umanoidi potrebbe influire sui saldi commerciali attraverso la domanda di minerali critici. Prendiamo ad esempio il litio. Nel 2024 la produzione globale di litio si aggirava intorno alle 240.000 tonnellate. Se ipotizziamo che un umanoide richieda 2 kg di litio, allora 10 milioni di umanoidi utilizzerebbero 20.000 tonnellate di litio, pari a circa l'8% della produzione globale del 2024. Sebbene l'impiego su larga scala non sia ancora avvenuto, ci sono due caratteristiche rilevanti della catena di approvvigionamento dei minerali critici che devono essere prese in considerazione:
1. I tempi di realizzazione dei progetti e il rischio di deficit
Se dovesse concretizzarsi, la domanda di umanoidi potrebbe crescere rapidamente e l'offerta difficilmente riuscirebbe a stare al passo. Le nuove miniere impiegano molto tempo per diventare produttive e i tempi di realizzazione sono più lunghi rispetto agli anni '90. In molti progetti, il passaggio dalla scoperta alla produzione richiede spesso più di 10 anni e, in media, i progetti più recenti si avvicinano ai 18 anni. La maggior parte di questo tempo non è dedicata alla costruzione, ma all'esplorazione, alla fattibilità, alle autorizzazioni e al finanziamento.
Questo crea un chiaro rischio di deficit. Se l'impiego degli umanoidi accelerasse e la domanda di veicoli elettrici e di energia rimanesse forte, la necessità di minerali chiave potrebbe aumentare più rapidamente della nuova offerta.
Figura 3: Tempo medio di realizzazione delle miniere dal 1990

Fonte: S&P Global - From 6 years to 18 years: The increasing trend of mine lead times, 11 aprile 2025. La performance storica non è indicativa di quella futura e qualsiasi investimento può diminuire di valore.
2. Concentrazione in Cina e rischio geopolitico
Per diversi minerali legati agli umanoidi, la dipendenza è spesso maggiore nella lavorazione che nell'estrazione. Le terre rare ne sono l'esempio più evidente. L'estrazione è distribuita in diversi paesi, ma la separazione, la produzione di metalli e la realizzazione di magneti permanenti sono molto più concentrate, con la Cina in posizione dominante. I materiali per batterie mostrano un andamento simile, con la Cina e le aziende di proprietà cinese profondamente coinvolte nella raffinazione e nella produzione. Questo crea un rischio di concentrazione nelle catene di approvvigionamento.
Figura 4: Offerta raffinata dei principali minerali critici relativi agli umanoidi

Fonte: Morgan Stanley, Wood Mackenzie. Le quote cinesi comprendono sia le imprese cinesi che quelle di proprietà del Paese. L'offerta di nichel raffinato non sembra essere concentrata in Cina, fino a quando non si tiene conto dell'offerta dell'Indonesia (che si stima sia almeno per il 75% di proprietà cinese). Le previsioni non sono indicative della performance futura e qualsiasi investimento è soggetto a rischi e incertezze.
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1 Intelligenza artificiale.
2 Optimus Gen 2 è un robot umanoide avanzato e leggero progettato da Tesla per svolgere attività industriali e domestiche.
3 NdFeB = una lega di neodimio, ferro e boro.
4 Fonte: Morgan Stanley - "A $5 Trillion Global Market", 29 aprile 2025.
5 Fonte: Bank of America - “AI left the chat! Physical AI Primer”, 5 febbraio 2026.
